La forza della visualizzazione

Domani si parte. Non è il momento di fare bilanci, non ne saremmo in grado.
Siamo ancora completamente immersi in questa dimensione di natura, aria aperta, lavoro fisico e l’unica cosa che riusciamo a dire è che vorremmo rimanere qui ancora per un po’ (o meglio, per molto). Facciamo fatica a immaginare di tornare alle nostre vite di sempre, alla routine, soprattutto dopo tre mesi di convivenza 24 ore su 24, grazie a quel dono del cielo  che è il part-time verticale di Marco.

La cosa più bella dello stare qui è stata la possibilità di visualizzare. Visualizzare una casa con tanto verde intorno, una giornata scandita dal ritmo degli animali e del sole, una vita che rispetta la natura e che la rende parte integrante della propria crescita.
Ma, soprattutto, visualizzare cosa significa essere famiglia in questo contesto. Avere dei figli che possono arrampicarsi sui covoni di fieno, scavare con le mani nella terra, cercare le uova nel pollaio e dipingere caprette, asini e oche senza averle viste in uno zoo. Essere una coppia che condivide una visione di vita e lavora ogni giorno, armoniosamente, per farla crescere.

E questo dono così prezioso e importante lo abbiamo ricevuto dagli abitanti (umani) dell’Orto degli Ulivi. Alessandro, forte, solare, entusiasta e travolgente. Chiara, la sua compagna di vita, dolce di una dolcezza composta e riservata, ma decisa e tenace. Gemma, 7 anni, che regala la sua fiducia solo a chi ha la pazienza di rispettare i suoi tempi, ma che sa ripagarti con lunghe chiacchierate, aneddoti e canzoni inventate da lei (testo e musica). E, per ultimo, il piccolo Noé, 4 anni, che ti seduce con uno sguardo e che ha irrimediabilmente conquistato Marco, con cui combatte interminabili battaglie a Gormiti ogni pomeriggio.

Questi Magnifici Quattro sono responsabili di un grande passo avanti per noi, un altro nella direzione che ci siamo dati. Siamo certi che li ritroveremo ancora sul nostro cammino, forse molto presto (nei prossimi mesi ci sono le olive da raccogliere e le braccia non bastano mai).

Per ora grazie, ragazzi, e a presto!

Grazie

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