Anormale normalità

Siamo ormai a casa da una settimana, tornati a una vita “normale” fatta di impegni lavorativi, orari, telefonate, file in macchina, treni da prendere, spesa, veterinario…

In realtà, ci sentiamo un po’ dei reduci, marcati a fuoco da un’esperienza, questa volta, molto più estrema e destabilizzante della prima. Perché quando ti accorgi che senza luce, riscaldamento e acqua calda puoi sopravvivere benissimo, beh, i tuoi punti fermi iniziano a vacillare e capisci che ti basta davvero poco per essere felice.

WWOOF foto (c) Nicoletta Valdisteno
L’orto sinergico collezione autunno-inverno 2012-13 foto (c) Nicoletta Valdisteno

L’incontro con i nostri host è stato speciale fin dall’inizio, una sorta di “chiamata” a cui abbiamo risposto all’ultimo minuto, quando già pensavamo di andare da tutt’altra parte. Ci hanno convinto la loro immediata disponibilità ad accoglierci coi cani e una piccola frase nella mail in cui si presentavano “Noi cuciniamo all’aperto e viviamo fuori quasi tutto il giorno”. E poi il fatto che avevano tre figli con dei nomi originali e curiosi e che li educassero a casa, seguendo i principi dell’homeschooling, o educazione parentale. Abbiamo accettato immediatamente, la curiosità era troppa.

Per 8 giorni abbiamo vissuto come sospesi fuori dal tempo, senza mai collegarci a Internet se non un paio di volte via cellulare, percorrendo la strada sterrata che separava la nostra casetta dalla casa di legno dei nostri host con la pila e scaldandoci davanti alla stufa a legna.

WWOOF foto (c) Nicoletta Valdisteno
La “nostra” casetta di legno (c) Nicoletta Valdisteno
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Marco e le ragazze al pascolo (c) Nicoletta Valdisteno

Ci siamo lavati molto poco, abbiamo accompagnato le capre e gli asini al pascolo e scavato buche per gli alberi.

Abbiamo faticato risistemando un vecchio pavimento in pietra e inventato giochi con i più giovani, imparato a giocare a Burraco e fatto lunghe chiacchierate meravigliosamente stimolanti.

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Rifare un pavimento vecchio cent’anni non è un gioco da ragazzi (c) Nicoletta Valdisteno
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Versione analogica del videogame dei funghetti foto (c) Nicoletta Valdisteno
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Si chiacchiera… foto (c) Nicoletta Valdisteno

E, soprattutto, abbiamo capito che non esiste la normalità, perché normale è quello che va bene per ciascuno di noi e che risuona con il nostro essere, ed è stupido, oltre che estremamente dannoso, farci condizionare eccessivamente dalle convenzioni, da quello che ci hanno insegnato o che fa la maggior parte delle persone.

N.

WWOOF foto (c) Nicoletta Valdisteno
Per lui questa è la normalità foto (c) Nicoletta Valdisteno

Grazie

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