Coltivare il futuro partendo dal basso

Sebbene fosse domenica, la sveglia, questa mattina, è suonata prima del solito.
Dopo una rapida colazione eravamo tutti a bordo della Multipla a metano di Alessandro, destinazione Bibbona.
In questa località a poca distanza dal mare, ospiti di un centro Osho, i coordinatori WWOOF Italia hanno trascorso insieme il week end per un incontro periodico, ed anche noi, WWOOFers da pochi giorni, abbiamo potuto partecipare ai lavori.

Coltivare il futuro "dal basso"
Coltivare il futuro “dal basso”

Soprattutto per me che sono appassionato di comunità (virtuali e reali) è stata una giornata interessantissima.
Seduto nella sala della meditazione, sotto un grande ritratto di Osho al quale credo di somigliare vagamente in questo momento  (per via della lunga barba bianca che ci accomuna), mentre si parlava del nuovo sito, di campagne di informazione e di sostegno a favore della agricoltura a trazione animale, o delle leggi che regolano lo scambio dei semi antichi, mi sono sentito come un maiale che si rotola nel fango 🙂

Scambio di opinioni .. e di gustose specialità
Scambio di opinioni .. e di gustose specialità

Anche qui (come avevamo sperimentato per la prima volta al raduno degli ecovillaggi) si crea un cerchio della parola, e si interviene senza mai sovrapporsi a chi sta già parlando. Ho ammirato la capacità di tutti di mantenere i toni moderati e la chiarezza con la quale hanno espresso proposte e perplessità. Quando è stato necessario, il coordinatore di WWOOF Italia è intervenuto dimostrando una lucidità e una conoscenza della comunità notevoli.

Gli interventi dei presenti (tutti WWOOFers di vecchia data, molti dei quali Host, ossia titolari di strutture ospitanti) si sono succeduti fornendoci una serie di informazioni che, una parola dopo l’altra, ci hanno fatto capire di avere a che fare con una solida comunità diffusa, che si è data degli obiettivi e ha individuato delle regole lungo il percorso che porta al loro raggiungimento.

Anche per il WWOOF sembra arrivato il momento di fare delle riflessioni su “come” comunicare: sarà necessario capire come raggiungere anche i soci più radicali, che non usano la mail e non navigano su internet semplicemente perchè (almeno in questo momento) hanno scelto di affrancarsi da qualsiasi dipendenza energetica. Così, dopo tanto tempo, ho sentito di nuovo parlare di inviare periodicamente delle lettere (con tanto di francobollo): compito che spetterà al coordinatore locale, il quale potrà personalizzare la comunicazione.

I frutti e i semi hanno lo stesso valore
I frutti e i semi hanno lo stesso valore

Soprattutto in questo ultimo dettaglio leggo il segno della maturità di una comunità reale, che ha saputo organizzarsi partendo “dal basso” in più livelli ed individuare per ogni ramo dell’organizzazione quali sono le connessioni più dense e quali le più fluide, ma soprattutto quali sono il mezzo di comunicazione (dal computer al .. citofono) ed il linguaggio maggiormente metabolizzati sul territorio.
Il risultato è quello che tutti chiamano “stile WWOOF”: sembra essere alla base di ogni cosa, ma probabilmente nessuno saprebbe definirlo a parole.
Clay Shirky ci andrebbe a nozze, ma temo che il povero Alessandro (che si è offerto di migliorare il sito) dovrà armarsi di tanta pazienza prima di riuscire a far emergere comportamenti e prassi iper-locali!

Non credo che questo sia un problema: in questo gruppo infatti nessuno sembra aver fretta.
Tutti, in pratica, sembrano aver capito che bisogna andare al massimo al ritmo della Natura.
Anche questa comunità avrà bisogno di tempo per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che si è posta: ma si sa, c’è un tempo per seminare e un tempo per raccogliere.

Il futuro è con noi
Il futuro è con noi

Al termine dell’incontro ci siamo ritrovati intorno ad un tavolo riccamente imbandito dei prodotti che erano stati portati da ogni parte d’Italia. Quelli che non sono stati consumati sono stati messi a disposizione per lo scambio.
Mentre facevamo la conoscenza di tanti fantastici protagonisti di un cambiamento già in atto, eppure quasi mai raccontato dai media mainstream, le voci allegre dei bambini ci ricordavano che il futuro va coltivato con attenzione e consapevolezza, affinchè somigli almeno un po’ ai nostri sogni.

PS: mi ero riproposto di inserire una citazione segnalata da Nicoletta, ma si è addormentata.
La userà lei domani, senza fretta.

Grazie

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