Decrescenti per caso o viaggiatori consapevoli?

Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale.”
Daisaku Ikeda (Buddismo e Società n. 94)
– tratto da “Decrescita Felice e rivoluzione umana” di Luca Madiai

Siamo tornati da qualche giorno dalla Scuola Estiva di Decrescita a Pesariis (Udine).
Le giornate trascorse assieme a un nutrito e ben assortito gruppetto di partecipanti (34), relatori e ricercatori universitari, ci hanno lasciato tante indicazioni su cui riflettere e un carico di responsabilità al quale cercheremo di non sottrarci.

Scuola Estiva Decrescita Pesariis 2011 - Verso Venezia 2012
Scuola Estiva Decrescita Pesariis 2011 - Verso Venezia 2012

Per non scomodare sempre i soliti Maya possiamo ora attingere anche agli scenari prospettati dai teorici della decrescita (Latouche, Bonaiuti, Pallante tra gli altri):  il mondo così come lo conosciamo sta collassando, o perlomeno sembra proprio che le sue fondamenta scricchiolino in modo sinistro.

Finalmente si può guardare con ottimismo a un “dopo”, a un “nuovo inizio” cui potremo dare una impronta collettiva.

MAURO BONAIUTI
Problemi diversi si affrontano su scale diverse
.
“Il progetto di società è già abbastanza maturo. Fermo restando il modello di società su cui siamo d’accordo, cosa possiamo immaginare che succederà mentre manteniamo la nostra lista di desiderata su cui continueremo a lavorare? Che succede se retroagisce sul nostro modello? Ci sarà un nuovo ciclo di accumulazione (ad es. guidato dalla Cina)?
Gli scenari di futuro sono determinanti per la decrescita: la posizione della sinistra (tutta) si rifà a una idea condivisa che la crisi sia temporanea e che il sistema prima o poi si riprenderà, il capitalismo si rimetterà in moto la macchina. Ci troviamo di fronte a una crisi terminale del sistema o se ci riprenderemo fra qualche anno potremmo “subire” il rimbalzo di questa “mancata catastrofe”? La crisi del capitalismo non c’è mai stata nei termini in cui era stata pronosticata.
E se la storia tra 5 anni non ci desse ragione?
Qual è il significato delle buone pratiche, come si collega con questo scenario (tra teoria e pratica)?  Continueremo a fare le nostre buone pratiche ma se questioni come quella del lavoro non sono risolvibili alla scala alla quale possiamo operare (non possiamo intervenire su fenomeni come la disoccupazione) non dobbiamo aspettarci risultati che a quella scala non si possono raggiungere. Se non c’è una crisi di sistema che mette in discussione alcune istituzioni alcuni problemi non si risolveranno. ”

Mauro Bonaiuti e la balena della complessità
Mauro Bonaiuti e la balena della complessità: "Sul lungo termine i benefici della complessità diminuiscono con l’aumento della complessità dopo un aumento iniziale. Questa legge funziona anche nel lunghissimo periodo, nonostante l’innovazione."

ALBERTO CASTAGNOLA 
Come si affronta la decrescita?

Come si realizzano i processi della decrescita? Quali sono le tecnologie?
Usare le logiche dell’economia: siamo all’interno del sistema dominante.
Dare un valore al lavoro/prodotto è legittimo.
Guadagnare non è il profitto.

Il sistema si prepara ad usare il danno ambientale per creare nicchie di mercato.
Viene presentato come “il futuro”.
Se non si modifica la struttura produttiva alle spalle è la solita fuffa, non anticipa la transizione.
Dobbiamo essere molto diffidenti!
Stanno succedendo anche cose positive.

Accordo di Kyoto: è apparentemente un accordo positivo, anche se a ben vedere riduce di pochissimo le emissioni rispetto a quanto sarebbe necessario.
(Certificati “verdi”; Lampadine: le nuove lampadine sono piene di mercurio che immettono nell’ambiente tonnellate di mercurio che non si assorbe.)

Alberto Castagnola: Come si affronta la decrescita?
Alberto Castagnola: "Come si fa a contrapporsi al sistema economico dominante che ha perso il rapporto economico con il pianeta?"

Ma come la mettiamo con i soliti fumosi media?
In questi giorni ci stanno dicendo continuamente che dobbiamo essere il vento che farà sventolare ancora la bandiera della crescita.
Mentre scrivo, a pochi centimetri dalla tastiera del PC vedo in effetti le impronte di un sistema che, affannosamente, tenta di raggiungerci, quasi di farci sentire sempre il suo fiato sul collo: un mazzo di buste bianche che ho portato a casa per nulla curioso di sapere cosa contenessero.
Nessuna sorpresa: bollette, notifiche di multe da pagare, sollecito del canone RAI (ma per favore…), la comunicazione di puntuale addebito della rata del mutuo, cui in questi mesi di downshifting non fa ovviamente compagnia l’accredito dello stipendio.
Tutto ciò ormai ci sembra così irreale, quasi patetico, anacronistico.
Forse stiamo diventando finalmente sordi a questi richiami “all’ordine”.
Com’è successo?
E’ stato un percorso non sempre facile e certamente non ancora compiuto, ma la forza che sentiamo adesso nelle nostre ragioni non l’abbiamo mai sentita prima.
Abbiamo cominciato a tirare un po’ la cinghia quando, in nome di una crisi che ha fatto comodo a molti, i pagamenti non arrivavano (nè puntuali, nè in ritardo).
Così facendo abbiamo sviluppato un senso critico che ormai accompagna i nostri acquisti, le nostre decisioni, una “visione”  (grazie anche alle opportunità che cogliamo spesso di inserire nuovi elementi utili per capire cosa sia davvero l’avventura della vita)

La Decrescita ha anche degli effetti collaterali
La Decrescita ha anche degli effetti collaterali

E’ vero che abbiamo imparato a rinunciare a tante cose ..ma per poterne fare tante altre ancora!
E abbiamo scoperto che si vive bene anche così, tra alti e bassi, senza rimpianti.
Le cose alle quali non rinunceremmo mai semplicemente… non sono cose:

  • siamo Noi,
  • sono i nostri cani,
  • è il nostro tempo,
  • sono i nostri sogni,
  • sono i nostri progetti (che sappiamo di poter realizzare),
  • è la nostra voglia di stare bene (non soltanto meglio),
  • è il nostro bisogno di contatto con la natura,
  • è il desiderio di respirare aria fresca e di bere acqua pulita,
  • è il nostro impegno a partecipare al cambiamento che il mondo ci sta chiedendo (anzi, offrendo).
In cammino
In cammino

Dicevo l’altro giorno a Mauro Bonaiuti che, come molti altri, siamo diventati “Decrescenti per caso“.
Come i “Turisti per caso”  abbiamo iniziato un viaggio e lo abbiamo impostato seguendo i consigli di chi è già arrivato dove vogliamo arrivare noi, confrontandoci con ecovillaggi, comunità intenzionali e reti sociali.
Non siamo Syusy e Patrizio ma durante il nostro viaggio, anche noi cerchiamo di rendere costantemente partecipi le persone che conosciamo delle nostre esperienze, cercando di invogliarle a seguirci.

Anche in questo viaggio si può liberamente scegliere tra l’albergo all-inclusive e la sistemazione “low cost” che però ti fa conoscere “la vera vita”.

Facendo una proporzione (alla Scuola avrei fatto un figurone) possiamo dire che :

TURISTI PER CASO : DECRESCENTI PER CASO
=
TURISTA ALL-INCLUSIVE : “CRESCENTE”

laddove la redenzione del “CRESCENTE” è la variabile sulla quale ci si gioca tutto facendo leva sul suo buonsenso.

Il buon senso di oggi non è quello di ieri. Sarebbe dunque contrario al buonsenso di oggi andare a lavare i panni al lavatoio comunale come facevano le nostre nonne invece di usare la lavatrice o andare a un lavaggio automatico. È dunque necessario costruire il buonsenso di domani andando nella buona direzione. Dobbiamo inventare una nuova cultura, di cui uno dei pilastri è la sobrietà.”
Serge Latouche (La scommessa della decrescita)

C’è posto per i gusti di tutti a questo mondo, e siccome i tempi cambiano non è escluso che, un giorno, saranno molti di più quelli che sceglieranno consapevolmente una vita “fai da te”.
Se posso dare un consiglio agli amici che sono già al lavoro per Venezia 2012, non bisogna dimenticarsi dei “Decrescenti per caso”: da qui a breve potrebbero essere sempre di più le persone che diranno “Adesso basta” (cit. Simone Perotti) : bisognerà aiutarli a non farsi mangiare dalla “balena” della complessità perchè il loro successo sarà il nostro successo.

  1 comment for “Decrescenti per caso o viaggiatori consapevoli?

Grazie

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