Cosa possiamo fare insieme – Abitando s’impara

Abitando si Impara è un progetto di cooperativa di abitanti incubato all’interno di CoopUp – Kilowatt Bologna, uno degli incubatori della rete CoopUp (53) per la promozione di imprese cooperative e sociali promosso in Italia da Confcooperative.


Partendo dallo schema associativo-economico della cooperazione di abitanti, ossia una società che gestisce immobili i cui soci sono gli abitanti degli stessi, il progetto si ispira ad esperienze internazionali di Coliving (54), con l’intenzione di adattarle al contesto locale e territoriale in particolare partendo dalla città di Bologna. L’idea, al momento ancora in fase progettuale, vuole promuovere l’animazione di una comunità interessata a investire e co-progettare gli spazi in modo funzionale a nuovi modi di abitare, all’insegna della sostenibilità e dell’inclusione.
Il progetto di impresa è stato incubato ed è attualmente in fase di sviluppo con un team di due persone principali e sei collaboratori volontari che si stanno occupando del progetto.

Abitando si Impara si ispira ad esperienze internazionali di Coliving, con l’intenzione di adattarle al contesto locale e territoriale, partendo in particolare dalla città di Bologna, mantenendo aperta e sviluppando l’opportunità di conoscere e scambiare esperienze con realtà simili a livello internazionale (in questo senso il progetto si può definire “glocale”).
Tramite una piattaforma informatica, da sviluppare leggendo una massa critica di big-data, si vogliono esaminare e mettere in condivisione i bisogni espressi dagli utenti e le competenze messe a disposizione dagli stessi.

La piattaforma inoltre, in una seconda fase di sviluppo sarà un luogo di apprendimento collaborativo e generativo di conoscenza e progettualità legate alle economie di vicinato a disposizione delle famiglie.

abitanti
La strategia comunicativa, coerentemente, segue un approccio qualitativo e non di massa: la cooperativa utilizza soprattutto Twitter (@dohab), ma anche Instagram e Pinterest e soprattutto Linkedin, per collegare le competenze delle persone che fisicamente sono impegnate nel progetto con il progetto stesso, con la volontà di incontrare realmente e fisicamente persone e stakeholders interessati. 

Per quanto riguarda la messa a sistema e l’attivazione delle competenze delle persone, il progetto vuole innanzitutto essere data–driven, ovvero tastare il polso della community on line periodicamente con delle survey ad hoc per portare l’attenzione sulle metriche positive (ad esempio equilibrio vita–lavoro), utilizzando insieme a questi specifici KPI ed “insight” da social network per aggiornare ed impostare il piano editoriale.

Quando la piattaforma collaborativa legata all’apprendimento Peer-to-Peer sarà on line, il progetto vuole individuare e valorizzare le persone ed i soci che maggiormente si renderanno disponibili a condividere la loro esperienza, mettere a disposizione il proprio know how e a dare consigli agli altri membri: questa tipologia di utenti sarà direttamente coinvolta nei progetti e, dopo adeguata valutazione, classificata come “esperti” della community.

Un’altra aspirazione, in quest’ultima fase, è l’implementazione di una cosiddetta dimensione di gaming ovvero l’assegnazione di punteggi e crediti che possono essere utilizzati come vera e propria moneta complementare addirittura per gli scambi Peer-to-Peer (ad esempio potrebbe essere offerta ospitalità a un prezzo scontato utilizzando punti accumulati con le attività incentivate dalla piattaforma).

Abitando si Impara inoltre vuole, partendo dalla tassonomia dei “Bilanci di giustizia” (55) (esperienza ormai consolidata monitorata da Istat) organizzare le conversazioni ed i contenuti in base alle abitudini di consumo delle famiglie con l’obiettivo di educare e facilitare uno spostamento verso un consumo equo e sostenibile.

coopup bologna dohab
infografica dohab abitando s’impara per coopupbologna nuovo bandp 2017

MODELLO DI GOVERNANCE
Dal punto di vista del modello governance, anche Abitando si Impara si presenta come un progetto ancora in divenire: i fondatori lo definiscono un “attivatore del cambiamento partecipato ovvero come un aggregatore di esperienza micro imprenditoriali che si possono creare grazie all’economia collaborativa.

Il modello preso a riferimento è quello di un co-living di Berkley denominato “sand box” (56) avente però come target le famiglie “in movimento” ovvero che desiderano cambiare stile di abitare e di vivere in una logica aperta e di condivisione e con una forte attenzione valoriale all’ecologia all’ambiente ed alle pratiche di consumo responsabile.

L’utilizzo di strumenti di decision making collettivo e soprattutto di vera e propria co-progettazione a partire dal bisogno, è alla base del progetto di sviluppo di Abitando si Impara: recentemente i fondatori hanno partecipato alla realizzazione di un progetto di asilo nel bosco itinerante, un “ tiny co-living ” secondo una metodologia di progettazione partecipata ed i relativi lavori di gruppo ad essa funzionali.

coprogettazione

In Abitando si Impara, la piattaforma così come la progettualità sembra declinarsi verso un modello focalizzato sulle pratiche di co-progettazione degli spazi, dove la rete e le architetture digitali diventano asset fondamentali per aggregare i bisogni e valorizzare le pratiche positive e responsabili in una logica di trasparenza: è ancora presto per avere informazioni su come i processi in cui i soci cooperatori saranno chiamati a partecipare si svolgeranno, a dal punto di vista sociale ed economico sembra emerga un ruolo chiave dei prosumer (o power user, o esperti, come li definiscono i fondatori), ovvero utenti in grado di partecipare attivamente generando maggiormente di altri valore condiviso a livello di conoscenza e capacità di sviluppo progettuale della piattaforma, in una logica di apertura (principio della porta aperta) ed inclusività, incentivando la sostenibilità dell’impatto locale sul territorio.

NOTE:
(53) http://www.coopup.net
(54) Il co-living è uno stile di vita ed una scelta valoriale che vede l’abitare come opportunità di mutuo apprendimento e condivisione anche tra generazioni e famiglie diversa estrazione, ma caratterizzate dal bisogno, dalla scelta valoriale e dalla volontà comune di vivere gli spazi ed i luoghi domestici in maniera comunitaria e legata a logiche collaborativa egenerative di valore sociale ed economico di scambio. Il Coliving Discourse group descrive tale forma di coabitazione come «Shared housing designed to support a purpose-driven life. A modern, urban lifestyle that values openness, sharing, and collaboration». Cfr. http://coliving.org ; ma anche Valva, P., 2014. Shared Living and Sustainability: Emerging Trends in the Tourism Industri.  Almatourism-Journal

(55) Cfr. Valer, A., & Sachs, W. (2000). Bilanci di giustizia: famiglie in rete per consumi leggeri. Editrice missionaria
italiana; Biolghini, D. (2007). Il popolo dell’economia solidale. Alla ricerca di un’altra economia. Bologna: Emi della coop. Sermis.; Musarò, P., & Parmiggiani, P. (2008). Consumatori e cittadini verso nuove forme di partecipazione. Sociologia del lavoro. ISO 690; MUSARÒ, Pierluigi; PARMIGGIANI, Paola. Consumatori e cittadini verso nuove forme di partecipazione. Sociologia del lavoro, 2008.
(56) Per un approfondimento si vede L.Mira “Coliving experiment tests sharing economy’s potential” Shareable, lug 2013 https://www.shareable.net/blog/coliving-experiment-tests-sharing-economys-potential

TESTO E NOTE DAL PAPER
Lo sviluppo di modelli organizzativi distribuiti e distributivi nell’economia della conoscenza ed il ruolo delle piattaforme cooperative” per “I fattori e le competenze abilitanti di Impresa 4.0” – Conferenza Internazionale SID Università di Bergamo  1-2 Dicembre 2017

A cura di

  • Samuele Bozzoni 
  • Paolo Venturi 
  • Flaviano Zandonai 
  • Letizia Piangerelli 
  • Simone Caroli
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