La zappata anziana delle città dei pensionati

Tempo fa siamo andati a visitare Barcellona  perchè dovevamo documentarci per scrivere un reportage di viaggio.
Ci hanno presentato una città molto sbilanciata verso il futuro, con scelte architettoniche “verticali” e grande spazio alla circolazione veloce: in bici come in bus, spostandosi lungo ampie arterie tutto sembrava pensato per andarsi a  tuffare nel mare ad una velocità futurista: zang, tumb, tumb.. splash!!
La stessa sensazione l’abbiamo provata attraversando Londra, Copenhagen, New York.
Forse quello che scrivo sembra scontato, eppure purtroppo niente (o quasi) di quello che è normale all’estero sembra poi riconoscibile nelle nostre italiche città.

Tornando da un viaggio è infatti quasi inevitabile provare un senso di inferiorità e di impotenza di fronte alla gravità dei problemi irrisolti, o peggio di quelli risolti solo apparentemente, mettendo la polvere sotto al tappeto.

Un documentario segnalato da Nicola, un amico che vive in Spagna, mi ha fatto però riflettere: le periferie di Barcellona, alle quali noi turisti superficiali non avevamo avuto accesso anche per colpa di una idea che ci aveva portato ad indagare altri aspetti, sembrano molto simili a quelle di Roma.

La città “giubilata” (Spagnolo)

Zappata Romana

I problemi di isolamento della terza età nel mondo rendono tutto drammaticamente simile, mentre le soluzioni che nascono dal basso per poi diventare ispirazioni globali sembrano avere la memoria di un tempo nel quale nessuno sembrava sentire il bisogno di trovare un antidoto al progresso.

Grazie

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