Peace, love & ghirlande di fiori

I piccoli segni sono quelli che preferisco.
Non hanno la potenza delle grandi rivelazioni, il fuoco ardente di un incontro che sai che ti cambierà la vita, nemmeno la scossa di adrenalina che ti percorre il corpo quando senti di aver preso una decisione importantissima.
Eppure, a volte ti succede qualcosa di apparentemente insignificante ma che poi, riflettendoci, capisci che ha una grande forza, perché ti fa riflettere e sembra dirti “Stai andando nella direzione giusta, baby”.

Stamattina mi è successo. Ero a spasso con i cani nella zona meno battuta del nostro quartiere, dove i giardinieri tagliano l’erba solo lungo il sentiero, lasciando intorno distese altissime di spighe, fiordalisi, papaveri e altri fiori coloratissimi. Sedute su una panchina c’erano due signore di mezza età che osservavano i loro nipotini andare in bici. Una di loro aveva in grembo moltissimi di fiori, che stava intrecciando per farne una ghirlanda.

Ora, dovete sapere che sono anni che cerco di capire come farne una senza usare il fil di ferro o l’ago, ma non ci ero mai riuscita, nonostante i miei mille tentativi. Avevo visto dei tutorial su Internet e cercato di interpretare le foto che vedevo online, ma il risultato era sempre insoddisfacente.

C’è da dire che i miei riferimenti erano piuttosto ambiziosi. Avevo in mente ad esempio la ghirlanda indossata da una bambina norvegese durante il “Matrimonio dei Bambini” in costume che avevo fotografato alla parata di mezza estate al Museo del Folklore Norvegese, il Norskfolkemuseum di Oslo.

La piccola sposa norvegese
La piccola sposa norvegese

Mi sono avvicinata alle signore, che ho scoperto essere due consuocere moldave venute in Italia a prendere i nipotini per portarli nel loro paese per le vacanze estive. Aiutate dai bambini che facevano da traduttori, mi sono fatta mostrare e spiegare come fare per intrecciare i fiori. Ovviamente una cosa semplicissima, se la vedi fare da chi l’ha fatta per tutta la vita.
Ero talmente felice e rapita che la signora mi ha voluto regalare la bellissima coroncina che aveva appena finito di creare, quasi stupita e molto divertita per il mio entusiasmo.

Ghirlanda
Ghirlanda

Ghirlanda di fiori Ghirlanda di fiori

E proprio in quel momento ho iniziato a riflettere.

Su quanto sia normale (e meraviglioso), per chi è abituato a vivere nella Natura, “giocare” con lei, attingendo a piene mani da quello che generosamente ci offre e creando bellezza dalla bellezza. Mi è tornato in mente che solo poche settimane fa, mentre pascolavamo le capre con Caterina e i suoi figli, i nostri host di dicembre che eravamo tornati a trovare, lei mi aveva insegnato a fare dei piccoli “vescovi” dal mantello rosso usando i papaveri.

I vescovi di papavero
I vescovi di papavero

A quanto poco basti per divertirsi e per tenere le mani occupate senza smartphone o simili mentre si chiacchiera all’ombra di un albero.

A quanto sono fortunati (senza saperlo) quei due bambini, ad avere due nonne che si buttano nell’erba alta per raccogliere fiori e tesserli, senza paura delle zecche-cacchedicane-punturedellezanzare-buchenelterrreno, che scoraggerebbero molti di noi.

A quanto questo incontro sia stato importante per me, che diventerò un’esperta ghirlandaia e che abbellirò le teste di amiche e amici con coroncine di fiori in una ossessione maniacale tipica del mio carattere.

La prima vittima
La prima vittima
Peace, love & coroncine
Peace, love & coroncine

Grazie

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