Metriche per il cambiamento legato all’abitare

Una esperienza che mette al centro il cambiamento di vita deve confrontarsi con metriche ibride, come ad esempio quelle che definiscono le cosiddette “piattaforme positive”.

Le piattaforme positive sono  “piattaforme che non solo massimizzano i profitti per i loro proprietari ma forniscono anche mezzi di sussistenza dignitosi e sostenibili per chi ne entra a far parte, oltre ad arricchire la società nel suo complesso.” 


Alcune di queste metriche possono essere riassunte in alcune domande che dovremo porci all’inizio del percorso e più volte durante la fase di osservazione e condivisione e sono già state sperimentate da alcuni co-abitanti a Berkley.

 

  • Quale percentuale delle nostre spese mensili di casa possiamo imputare all’economia della condivisione mentre soddisfa i nostri bisogni meglio degli sbocchi tradizionali?
  • Quanti soldi si possono risparmiare ogni mese utilizzando questi schemi di ripartizione?
  • Quanti soldi si possono guadagnare ogni mese, mettendo le nostre risorse proprie a valore grazie all’economia di condivisione?
  • Quanto del nostro tempo personale possiamo risparmiare?
  • Quanto possiamo ridurre la nostra impronta ecologica?
  • Quanti rifiuti possiamo ridurre?
  • Quante nuove persone possiamo incontrare?
  • Di queste, quante diventano amici (persone di cui abbiamo i numeri di telefono e con cui ci sentiamo almeno una volta ogni due mesi).

Non sono solo questi i criteri che definiscono una piattaforma positiva: per saperne di più puoi leggere questo post di Daniele Bucci, Chiara Agamennone e Daniele Loreti che insieme a Simone Cicero stanno indagando e divulgando questo approccio:

 

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