Strada facendo

Mentre buona parte dell’Italia si appassionava all’elezione del “nuovo” Presidente della Repubblica, io e Nico (ovviamente con i fedeli Nando e Pippi sdraiati sul sedile posteriore) siamo partiti alla volta di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto.

Col senno di poi, lasciarsi alle spalle la città della politica e delle infinite proteste è stato un gesto quasi simbolico.
Quando al mattino ci siamo affacciati alla finestra, con lo sguardo rapito dalla vista di verdi colline e timidi caprioli, ci siamo infatti resi conto di essere in un mondo completamente diverso da quello raccontato in questo momento dai media.

La buona notizia è che c’è ancora vita sul “pianeta Italia”: avvolti nel silenzio della vallata, abbiamo iniziato una giornata di pacato confronto, di civilissimo scambio di idee, che ci ha permesso di immaginare ancora più chiaramente il percorso intrapreso qualche anno fa dagli amici della “Contea degli Angeli” per diventare un ecovillaggio.

ECOVILLAGGIO E AGRITURISMO: LA CONTEA DEGLI ANGELI
Questo nome così promettente oggi identifica un agriturismo che però presto diventerà anche un ecovillaggio, grazie all’inserimento di altre famiglie.

Il progetto è molto dettagliato e, nel senso buono della parola, ambizioso: è molto di più di una operazione collettiva di trasformazione di un immobile (come ci è capitato di vedere in alcuni esperimenti di co-housing) e questo è uno dei motivi per cui ci è piaciuto subito.

La trasformazione del luogo proporrà infatti anche un cambiamento dello stile di vita di chi lo abiterà anche solo come turista:  “… collaborazione e scambi con la comunità locale e le Aziende già presenti nel territorio, favorendo  una idea di insieme in cui maturino le condizioni per un turismo di nuova concezione in cui l’identità locale, insieme alla capacità di  promuovere cultura e stili di vita, costituisce l’essenza stessa dei fattori di attrazione.”

L’aspetto didattico dell’Ecovillaggio Contea degli Angeli sarà presentato negli eventi che inizieranno già dal primo maggio, proponendo un mix equilibrato tra le varie peculiarità degli abitanti presenti e futuri.

Come in un grande laboratorio in continua evoluzione, sarà possibile organizzare corsi di ogni genere: permacultura, conoscenza ed uso delle erbe spontanee e di quelle officinali, alimentazione e cucina naturale, discipline bionaturali e olistiche per il benessere e la salute dell’uomo, bioarchitettura e progetti a impatto zero, valorizzazione del territorio, laboratorio degli antichi mestieri, recupero delle tradizioni locali, laboratori d’arte, recitazione, musica e canto, apertura al contatto agricolo rivolto alle scuole con giornate a tema.

BISOGNA DARSI DA FARE

Oggi più che mai, in un esempio come questo si riassume, simbolicamente, il sogno possibile di chi vuole cambiare il mondo, pensando soprattutto alle generazioni future.

Non possiamo pensare di delegare ancora il nostro futuro alla classe politica, alle prese con la sua più grande crisi di identità della storia. Piuttosto partiamo subito da piccoli gesti concreti, ispirati da una visione condivisa.

Come scrive Gianluca Carmosino commentando Alberto Castagnola su comune-info.net:  “Quale che sia la nostra azione, abbiamo comunque bisogno di parole nuove e di esempi con i quali ciò che sembra impossibile diventa possibile. Un obiettivo del genere passa (anche) per piccole azioni, ma il cambiamento diventa profondo se viene continuamente messo in discussione.”

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